A proposito del beta-reader |
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di CharlotteDoyle La Sacra Legge dei Beta-Reader? No, ma sicuramente alcune dritte utili per far funzionare il processo di beta-lettura, e dalla parte del beta-reader e da parte dell'autore. Cosa non è: Il beta-reader non è un correttore di bozze. Anche se si occupa di evidenziare gli errori del vostro testo, compresi quelli ortografici e grammaticali, questo non significa che è l'unica cosa per cui esiste. Un beta-reader è molto di più, e per questo non va degradato al livello di un correttore di bozze. Non è lì per mettere la maiuscola dove l'autore è troppo pigro per metterla, non è lì per mettere gli accenti che l'autore dimentica. L'autore, prima di mandare la bozza al beta-reader, ha il dovere di fare già una prima correzione in casa, in modo da poter presentare un testo, seppure non perfetto, quanto meno ordinato. Poi certo, qualcosa sfugge sempre, e lì avere un beta aiuta perché la fa notare - ma poi, di nuovo, è l'autore che dovrà correggere. Il beta-reader non è un recensore. Il beta-reader è qualcosa di molto differente. Non è fatto per leggere la storia, e rimandarla all'autore con sotto un commentino, del tipo: "mi è piaciuta / non mi è piaciuta / è un po' piatta / è un po' semplicistica / è un po' povera / ecc.". Il beta-reader commenta il testo punto per punto, e se pensa che la storia è piatta, sa spiegare dove, perché, e possibilmente dà qualche idea per movimentarla. Per questo è apprezzabile (e più comodo) per un beta commentare direttamente all'interno del testo. Se vuole farlo alla fine, che ben venga, ma che inserisca tutti i riferimenti! Il beta-reader non è H.P. Lovecraft. Per dire di uno scrittore che prendeva i racconti dei suoi allievi, pensava che dovessero essere ritoccati, e spesso e volentieri piuttosto che spiegare all'allievo come correggerli, li riscriveva lui, anche completamente. Ok, con tutto il rispetto per H.P. Lovecraft, era per fare un esempio. Il beta, in ogni modo, non riscrive la storia dell'autore betato. Non cambia il senso delle frasi e non cambia il corso degli eventi. Al massimo, spiega all'autore come si potrebbe migliorare la storia, gli mette davanti delle possibilità. Poi starà all'autore rispondere. Il beta-reader non è onnisciente. E quindi, per betare una storia, prima di parlare a vanvera si documenta sulle cose che non conosce. Il beta-reader non è un professionista pagato. L'autore non può pretendere niente dal beta-reader. Sicuramente è importante che rispetti la parola data (vedi nella seconda sezione "Il beta-reader è affidabile"), ma non se ne deve fare un affare di stato se per qualche motivo non riesce a farlo. Questo in particolare per i tempi di betaggio: si beta, di norma, nel tempo libero. Qualcuno ce l'ha contato. Il beta-reader non è l'autore della storia. I consigli del beta sono e rimangono, appunto, consigli. L'autore non è costretto a seguirli in nessun modo. Può anche darsi che il beta abbia detto una grande scemenza. Può anche darsi che i lettori abbiano un'idea diversa dal beta. Può anche darsi che gli altri beta (visto che non è detto che se ne debba avere solo uno) abbiano idee diverse dal beta in questione. E soprattutto, l'autore può avere idee diverse, perchè lui e il beta non sono la stessa persona. Il beta-reader non è infallibile. Piuttosto una ripetizione, l'abbiamo già detto in "il beta non è onnisciente" e ne "il beta non è l'autore della storia". Oltre ad avere idee diverse dall'autore, com'è giusto che sia, è anche possibile che dica una cosa totalmente sbagliata. Può succedere. Magari si è distratto, magari ha guardato male nel dizionario. Non è un peccato capitale, e l'autore può farglielo notare con gentilezza. Cosa è: Il beta-reader è un lettore attento. Il beta-reader non legge la storia a salti come potrebbe fare per una fanfiction che legge online e che poi, in caso, commenterà. Il beta legge la storia da betare parola per parola. La legge più volte. Si sofferma sui passi poco chiari e cerca di farsi un'idea di come migliorarli. Altrimenti, come potrebbe dare dei consigli costruttivi? Il beta-reader è un lettore che fa domande. Se c'è qualcosa di poco chiaro, il beta chiede spiegazioni all'autore. Non va avanti pensando: "Va bene, non importa, magari sono solo io". Se pensa che manchi un pezzo alla storia, chiede. Chiede perché. Chiede a proposito del senso della storia, se non è chiaro. Il beta-reader è un volontario. In genere lo fa per divertirsi, oppure per aiutare un autore amico. Se lo fa seriamente e con impegno, è degno di tutto rispetto. Ma il fatto che non venga pagato per il lavoro che fa non significa che possa farlo male o non farlo affatto, dopo essersi preso l'impegno. Vedi "il beta è affidabile". Il beta-reader è sincero. Il beta non serve a niente se non dice quello che pensa. Un lettore che legge una storia che non apprezza può recensire e dirlo oppure andarsene. Il beta no. Una volta che decide di betare, deve parlare, e spiegare quali sono i reali problemi della storia betata. Anche se non sono felici. (Non sono mai felici.) Il beta-reader è affidabile. Una volta che ci si è presi un impegno, lo si porta a termine, salvo situazioni eccezionali. D'accordo, il betaggio si fa nel tempo libero, non si viene pagati, il tempo libero è limitato, ma il beta ha dato la sua parola d'onore, e quindi cercherà di betare la storia nei tempi da lui proposti. E la beterà bene: non si ridurrà all'ultimo momento a applicare due correzioncine a caso. Il beta-reader è cortese e rispettoso. Abbiamo detto che il beta deve dire all'autore quali sono i problemi della fanfiction. Ecco, c'è modo e modo per parlarne, e il beta deve sempre cercare di essere delicato. E' importante perché, per quanto sia lo stesso autore a decidere di mettere la sua storia alla prova, è facile che prenda molto a male le critiche. Una cosa detta in modo sbagliato può buttare all'aria un intero lavoro di beta-lettura, quindi è il caso di stare attenti. |
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